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Fabregas: “Potevamo chiuderla prima. Alla squadra ho fatto solo una domanda”. Tudor: “Como bella realtà”

Il Como ha fatto la voce grossa contro la Juventus e si è preso una vittoria che contro i bianconeri mancava da oltre 70 anni. Con questo successo i lariani hanno raggiunto proprio gli uomini di Tudor a quota 12 punti: ora la zona Europa è davvero nel mirino.

Da segnalare la clamorosa polemica tra i due mister.

Cesc Fabregas e Igor Tudor sono infatti stati protagonisti di un acceso botta e risposta dopo Como-Juventus. Le tensioni hanno radici nelle dichiarazioni rilasciate da Tudor prima del match.
L’allenatore della Juventus, in conferenza stampa pre-partita, aveva espresso una velata invidia per la posizione di Fabregas al Como, sottolineando gli ampi poteri sul mercato e il notevole budget a disposizione della squadra lariana, definendola una “finta piccola“.

Ecco il passaggio chiave delle dichiarazioni di Igor Tudor sulla forza economica del Como:

“Il Como ha investito come noi? Di spese sul mercato mi interessa poco – aveva detto l’allenatore della Juventus – ma domani sarà dura: il Como è una finta piccola, ha investito tanto e i giocatori li ha scelti tutti l’allenatore, una bella cosa. La Juventus deve vincere sempre, il discorso è anche giusto, e quando non succede sono sempre nel torto per molti, ma non sempre per me, che analizzo e provo a spiegare. Chi è onesto intellettualmente questa cosa la capisce”.

La vittoria del Como (2-0) ha solo acuito le polemiche. Fabregas, allenatore del Como, non ha atteso molto per rispondere per le rime, lanciando una stoccata al collega croato e alla pressione che inevitabilmente accompagna il ruolo di tecnico della Juventus:

“Tudor ha detto che ho preso i giocatori che volevo, ma forse non gli hanno spiegato bene le cose. Lui mi ha chiamato ‘l’allenatore del Como’ ma io, con rispetto, lo chiamo mister Tudor. Lui deve vincere sempre con la Juventus, noi no, facciamo un altro mestiere“.

L’episodio, che ha subito fatto il giro dei media e dei social, ha trovato la sua conclusione – almeno per il momento – in un commento secco e lapidario di Tudor, al quale è stata subito riportata la replica di Fabregas:

“Fabregas può dire quello che vuole”.

Polemiche a parte, ecco le parole dei due tecnici e di Vojvoda sugli aspetti tecnici del match.

FABREGAS

  • Sulla partita:

“Siamo molti soddisfatti anche perchè abbiamo giocato con mentalità, coraggio e una proposta di gioco chiara: il risultato arriva sempre quando fai le cose bene. Oggi eravamo anche in emergenza senza esterni e ci siamo dovuti adattare, ma tutti i ragazzi hanno fatto benissimo, anche coloro che avevano giocato di meno. L’unica cosa che posso rimproverare ai ragazzi è che ci è mancato qualcosa nel primo tempo perchè potevamo già chiuderla lì. Nel complesso stiamo cercando di cambiare quello che ci aveva contraddistinto l’anno scorso: ora  giochiamo bene e vinciamo.”

  • Sul discorso finale:

“Ho fatto una domanda alla squadra: chi è una persona vincente nella vita? Ci abbiamo riflettuto un paio di minuti. In generale per essere un gruppo vincente bisogna avere sempre mentalità, personalità ed essere uniti. Noi siamo una grande famiglia e con questa unione possiamo fare tante belle cose. Anche i tifosi ci hanno dato una grandissima mano.”

  • Su Wenger

“Sono contento che sia venuto oggi: il biglietto glielo ho preso io. E’ stato sfortunato a non vedermi in panchina, ma sono onorato di questa sua visita. E’ una grande persona che ha creduto in me da giovanissimo e mi ha lanciato. Spero di fare quello che ha fatto lui con me con i miei giocatori.”

  • Sulla difesa:

“Difensivamente abbiamo fatto bene e abbiamo retto nei momenti difficili. Abbiamo letto alla grande le situazioni della partita e abbiamo dimostrato una grande maturità.”

  • Sulla crescita della squadra:

“A me interessa tanto la nostra crescita e che tutti i giocatori continuino a migliorare. Il risultato è fondamentale, ma il modo in cui ci arriviamo secondo me è ancora più importante.”

  • Su Ramon:

“Ha avuto un problema in allenamento in uno scontro con Butez. Ci ho parlato stamattina, ma mi ha detto che si sentiva bene e che era pronto per giocare. Non è entrato benissimo, ma è cresciuto tantissimo nel corso della partita: questo è un aspetto che mi piace molto.”

  • Su Diao:

“Lo abbiamo portato in panchina ma è stato un rischio. Ha fatto solo un allenamento con la squadra, ma oggi davanti eravamo un po’ a corto di giocatori in avanti e ho provato a portarlo.”

TUDOR

  • Sulla partita:

“Siamo delusi dal risultato anche se la prestazione non è del tutto da buttare. Siamo immediatamente andati sotto con un gol che non si può prendere, ma poi abbiamo fatto intravedere qualcosa di buono. Siamo mancati negli ultimi metri. Abbiamo fatto pochi tiri pericolosi anche se siamo arrivati spesso nei pressi dell’area di rigore: su questo dobbiamo migliorare molto.”

  • Sui cambi:

“I cambi sono stati ritardati perchè con due punte e e due esterni offensivi eravamo molto sbilanciati. In quel momento era giusto provarci, ma poi abbiamo subito preso il 2-0 in contropiede. E’ stata una scelta dettata dalla situazione in cui eravamo in quel frangente di partita.”

  • Sul modulo

“Per ogni partita devo sceglierne 11 e devo scegliere i migliori. Ho il compito di provare a mettere i miei giocatori nelle migliori condizioni per farli rendere alla grande. Oggi però non è stata una questione di modulo: se non segniamo non possiamo di certo pensare di vincere.”

  • Sul Como

“Non mi ha sorpreso nulla di loro. Sono una bella realtà, ma io ho il dovere di pensare solo alla mia squadra in cui ho piena fiducia.”

  • Sui gol subiti su piazzato

“E’ un tema delicato che dobbiamo affrontare anche nello spogliatoio. Magari ora ci mettiamo a uomo, almeno ognuno ha il suo uomo da marcare e tutti sono più responsabilizzati. Ne parlerò anche con i giocatori.”

VOJVODA

  • Sulla partita

“Siamo molto contenti. Abbiamo preparato la gara molto bene e sapevamo di poter vincere. Nel primo tempo abbiamo avuto la possibilità di ammazzare la sfida, ma abbiamo sbagliato qualcosa nell’ultimo passaggio. In generale però abbiamo fatto una grande gara e abbiamo meritato di vincere. Dedichiamo questo successo a tutti i nostri tifosi e io personalmente, da cuore granata, la dedico anche ai tifosi del Torino.”

  • Sul suo ruolo

“Fabregas ci ha chiesto un pressing alto sui difensori della Juventus. Avevo poi il compito di dare ampiezza e di provare ad incidere con i passaggi negli ultimi metri e con i cross. In generale sono sempre a disposizione del mister e posso giocare in tanti ruoli anche se forse il mio preferito è quello di quinto a sinistra. Io però mi adatto più che volentieri per la squadra.”

  • Sul gruppo squadra

“Abbiamo una rosa completa e profonda e quindi proviamo sempre a non risentire troppo degli infortuni e delle squalifiche. Ognuno di noi si fa trovare pronto nel momento del bisogno ed è anche questa la nostra forza.”

 

 

 

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