Lasciare il lavoro di una vita, ormai divenuto ripetitivo e poco stimolante, per realizzare un sogno. Alzi la mano chi non ha mai pensato di farlo. Ma poi, in quanti hanno davvero il coraggio di fare un salto nel vuoto e provarci?
Sara Furio, quarantatrè anni, voce che sa di felicità e di un (giusto) brivido di paura lungo la schiena, l’ha fatto e, salutato il posto fisso, ha aperto Ag47 (ag47.store), la sua gioielleria boutique al 10 di via Natta: “In un certo senso possiamo dire che sono impazzita visto che, dopo ventidue anni di lavoro in uno studio di Consulenza del Lavoro in mezzo a una burocrazia sempre più complicata, mi sono licenziata e ad agosto ho aperto il mio negozio, senza avere alcuna esperienza in questo campo – racconta – a sostenermi in questa scelta, però, c’è mio marito Alessandro che, pur non avendo lasciato come me il suo posto di lavoro, per hobby disegna gioielli e ha sempre sognato di aprire un posto tutto suo”.

Così è nato questo negozio che è, a sua volta un piccolo gioiello di passione, amore e bellezza fin dalla scelta del nome, Ag47, che unisce il simbolo dell’argento nella tavola periodica degli elementi al suo numero atomico, ma con un tocco di dolcezza, perché la A e la G sono anche le iniziali dei nomi dei due papà di Sara e Alessandro che, da qualche parte, staranno sicuramente facendo il tifo per loro.
“Per il momento ho scelto di proporre, accanto a una selezione di borse, solo gioielli in argento di piccoli artigiani e aziende italiane come Ellius, Progetto Fede e Dueaerre 1938 che io amo moltissimo e che mi hanno dato fiducia concedendomi l’esclusiva per Como – prosegue Sara – con mio marito, però, siamo anche in grado di creare gioielli su misura, anche in oro, che poi facciamo realizzare da un artigiano di fiducia”.

E tra le tante meraviglie selezionate da Sara, ne spicca una davvero speciale: un anello che riproduce perfettamente la cupola e il tiburio del Duomo di Como in argento e pietre verdi, parte della collezione “Cupole” del marchio aretino Ellius: “Quando ho scelto questa collezione temevo non venisse capita, invece sono pezzi geniali e bellissimi e questo è uno più amati dai clienti – dice e per l’uomo ci sono i gemelli che riprendono il rosone della cattedrale”.

E quale luogo migliore per realizzare un sogno come questo, se non una via che aspetta da tempo di spiccare il suo meritatissimo volo come via Natta?
“Abitiamo fuori città, ma abbiamo scelto di aprire a Como perché è molto amata, soprattutto dai turisti, e cercavamo una posizione abbastanza centrale come questa via che, però, per qualche motivo è frequentata più dagli stranieri che dai comaschi – spiega Sara – certo, se vendessimo pane sarebbe più facile, però via Natta secondo noi ha delle grandi potenzialità e siamo convinti che, facendoci conoscere, anche usando i nostri canali social, la gente arriverà anche qui e contribuiremo a ridarle vitalità”.
