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Como e le scuole chiuse. Il Comitato: “Preoccupati per le famiglie ma il nostro impegno prosegue”

Il Comitato Como a Misura di Famiglia, sempre attivo in questi mesi di lotte giudiziarie, dopo aver preso atto della decisione del Tar in merito ai ricorsi delle scuole Corridoni e Salita Cappuccini, interviene per ribadire un concetto chiave:

L’esito del giudizio non cambia però la sostanza della vicenda. I ricorsi hanno messo inl uce criticità profonde del piano di razionalizzazione, che difficilmente potranno essere superate…e sicuramente non prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Restano quindi forti preoccupazioni, incertezze e disagi per le famiglie e gli istituti coinvolti che vivono con angoscia la situazione.

Stiamo parlando di due scuole con un elevato numero di iscritti (210 alla Corridoni e 180 tra

Salita Cappuccini e Montelungo), pienamente integrate nel tessuto sociale dei rispettivi quartier e riconosciute come un punto di riferimento educativo di qualità per centinaia di bambini e famiglie.

Il nostro impegno prosegue…

Sulla vicenda interviene anche Fratelli d’Italia:

Prendiamo atto con rispetto della decisione del TAR sulla vicenda della scuola primaria Corridoni e della scuola dell’infanzia di Salita Cappuccini. Le sentenze si rispettano sempre. Ma una pronuncia del giudice amministrativo stabilisce la legittimità di un atto, non la sua opportunità politica.

Noi continuiamo a ritenere che chiudere scuole e servizi educativi sia una scelta profondamente sbagliata per il futuro di Como.

Queste decisioni, oltre a penalizzare direttamente le famiglie, contribuiscono ad accelerare un processo già evidente di progressivo svuotamento della città. Quando si riducono i servizi essenziali, sempre più giovani coppie e famiglie sono spinte a cercare altrove una migliore qualità della vita.

In questi mesi siamo stati al fianco delle famiglie, abbiamo ascoltato le loro preoccupazioni e continueremo a farlo. Non perché pensiamo che ogni ricorso debba necessariamente essere accolto, ma perché crediamo che una città che perde scuole perda anche identità, comunità e qualità della vita.

L’amministrazione comunale continua a considerare il confronto con cittadini e famiglie come un ostacolo, quando invece dovrebbe rappresentare il fondamento di ogni buona amministrazione. È un metodo che abbiamo visto ripetersi in ogni frangente, con ogni categoria della città, e che continua ad alimentare contrapposizioni anziché costruire condivisione.

Nelle prossime ore valuteremo tutte le iniziative politiche e istituzionali utili a contrastare questa scelta. Qualora esistano percorsi concreti ancora percorribili per difendere questi presìdi educativi e le ragioni delle famiglie, Fratelli d’Italia non farà mancare il proprio impegno.

Per noi resta una domanda che nessuna sentenza può cancellare: quale idea di città vogliamo consegnare ai nostri figli? Noi continueremo a batterci perché Como torni a mettere al centro le famiglie, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Stefano Molinari
Presidente provinciale Fratelli d’Italia

Alessandro Nardone
Coordinatore cittadino Fratelli d’Italia

Sempre sulla sentenza del Tar interviene l’associazione Nova Como:

Prendiamo atto con rispetto della sentenza del TAR Lombardia che ha respinto i ricorsi presentati dalle famiglie contro il piano di riorganizzazione della rete scolastica del Comune di Como. Le decisioni della magistratura amministrativa si rispettano sempre.

Tuttavia, una sentenza stabilisce la legittimità di un procedimento amministrativo; non esprime un giudizio sull’opportunità delle scelte politiche compiute.

Ed è proprio sul piano politico che continuiamo a ritenere sbagliata la strategia perseguita dall’Amministrazione comunale.

Chiudere o trasferire scuole di quartiere significa modificare profondamente il tessuto sociale di una comunità. Le scuole non sono semplicemente edifici: rappresentano luoghi di aggregazione, punti di riferimento per le famiglie e presìdi di vita nei quartieri.

In questi mesi abbiamo visto cittadini, genitori, insegnanti e associazioni mobilitarsi con impegno ed una passione straordinaria per difendere queste realtà. Quel patrimonio di partecipazione non può essere archiviato con una sentenza.

Siamo convinti che serva una visione di città capace di investire sulle famiglie, sui servizi educativi e sulla qualità della vita dei quartieri.

Nova Como continuerà a sostenere che le politiche scolastiche debbano partire dalle persone e non esclusivamente dai bilanci o dagli indici demografici.

Questa vicenda ci insegna che una scelta può essere giuridicamente legittima e, allo stesso tempo, politicamente discutibile.

Per questo continueremo a lavorare affinché, in futuro, le decisioni che riguardano le scuole siano costruite attraverso un confronto ancora più ampio con le famiglie, gli istituti scolastici e i territori, mettendo al centro la qualità della comunità che vogliamo costruire.

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