Un video delicato e semplice, un cuore rosso con la scritta “Help us!” e una richiesta che a qualcuno potrà sembrare poca cosa ma che per altri rappresenta la differenza tra ricominciare a sorridere (perdonateci il gioco di parole) oppure no: “Il Sorriso di Cernobbio vorrebbe riaprire il nostro centro appena possibile. Ci servono mascherine, gel disinfettante, tute, guanti, grembiuli, cuffie, copriscarpe usa e getta. Aiutateci se potete e condividete questo mio messaggio. Grazie. Bacioni”.
A lanciare l’appello, dal pc di casa sua, è Roberto Pizzala, uno dei ragazzi che, fino allo scorso febbraio, frequentava la cooperativa sociale “Il Sorriso” di Cernobbio, centro diurno che accoglie una ventina di persone con disabilità di vario tipo.
Amici , Vi chiedo di leggere e per favore condividere questo video di Mio Fratello Roberto che chiede aiuto ( anche solo condividendo il video)per il centro disabili che frequenta :il “ Sorriso” , come molto di voi sanno è un piccolo centro diurno di Cernobbio che accoglie durante la giornata ( ed in caso di emergenze familiari anche di notte ) una ventina di disabili di vario tipo: down , paraplegici ,tetraplegici e persone con ritardi mentali.Come sapete ,si tratta di realtà piuttosto “ fragili” che sopravvivono grazie alla generosità di persone ed imprenditori della mia zona e raccolte fondi oltre che grazie alle “ rette “ pagate dai familiari dei disabili.Da metà febbraio , con grande senso di responsabilità , la Direzione della piccola struttura , per scongiurare pericolo di contagi ( i disabili , come noto , sono fortemente a rischio di infezione , sia per la fragilità del loro sistema immunitario che per la loro voglia di contatto e necessità di affetto ) ha deciso chi chiudere temporaneamente l’accoglienza non richiedendo i pagamenti delle rette ai genitori ( già in difficoltà economica ) ed utilizzando cassa integrazione per il personale che lavora li’.Per poter dare sollievo alle famiglie in difficoltà ( si tratta di genitori anziani con figli molto “ impegnativi” sia fisicamente che mentalmente) , si sta valutando di poter riaprire gradualmente la struttura a piccoli gruppi. Il problema , per la riapertura ( la Regione , nonostante le reiterate richieste di direttive in merito alle strutture per disabili , non sta rispondendo ) è che c’è necessita di reperire disinfettanti , mascherine e guanti monouso per poter riprendere un minimo di attività e dare sollievo alle famiglie. Necessità che si scontra con la situazione economica non florida dovuta al periodo.Vi chiedo se potete aiutarci ,con i materiali necessari o con un piccolo contributo o se non potete , di condividere il video sperando qualcuno che lo vedendolo possa aiutarci.Vi lascio un recapito dove contattarmi : +39 3515650350 Francesco.pizzala@libero.itFrancesco Pizzala
Pubblicato da Francesco Checco Pizz su Venerdì 8 maggio 2020
“Non abbiamo ancora alcuna indicazione dalla Regione per quanto riguarda modi e tempi per la riapertura – spiega Pietro Pizzala, padre di Roberto e consigliere della cooperativa – ma vorremmo farci trovare preparati. La nostra sede ha spazio sufficiente per organizzare i ragazzi in piccoli gruppi ma abbiamo bisogno di avere tutti quanto necessario per tutelare i nostri ospiti e gli operatori”.
“Riaprire Il Sorriso appena possibile è fondamentale – continua – per i ragazzi che vivono la cooperativa come una seconda famiglia e non capiscono perché devono restare chiusi in casa, ma anche per le famiglie in cui i genitori, spesso anziani, si trovano a gestire situazioni spesso difficili sia fisicamente che psicologicamente”.
Per chi volesse aiutare Il Sorriso fornendo materiali o anche un piccolo aiuto economico per acquistarli, i contatti sono: Marco Noseda (presidente): 335 6665254 – Cristina Russo (direttrice): 338 2190600
