Il Museo della Seta continua la sua operazione di restyling e modernizzazione dell’allestimento con un nuovo tassello capace di rendere un’esposizione oggettivamente un po’ passiva, un luogo in cui la conoscenza passa attraverso l’esperienza pratica (e divertente).
Tavolo serigrafico interattivo per Museo della Seta di Como
#SfelabProjects per Museo della Seta di ComoUn tavolo è una cosa semplice. Quattro gambe e un ripiano."Semplice" è anche la parola che abbiamo in mente quando realizziamo una installazione multimediale interattiva. Perché deve poter esser accessibile a tutti, intuitiva e immediata nel suo utilizzo.Ad essere tutt'altro che semplice però è la progettazione e la realizzazione dell'installazione stessa: un processo complesso e fatto di soluzioni creative, ogni volta diverse.Come per il TAVOLO SERIGRAFICO INTERATTIVO presente al Museo della seta di Como, dove abbiamo realizzato uno studio ottico/sensoriale complesso per sintetizzare in un gesto il procedimento della stampa serigrafica policromatica su seta….Semplice no?!
Pubblicato da Sfelab su Lunedì 10 dicembre 2018
Domani sera (ore 18. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria all’indirizzo di posta elettronica ufficiale press@museosetacomo.com), verrà infatti inaugurata la nuova sala dedicata alla stampa serigrafica, un procedimento piuttosto complesso che, finalmente, verrà spiegato grazie all’utilizzo di un tavolo da stampa originale divenuto interattivo. “Dove c’è interazione, c’è più interesse a imparare – spiega Giorgio Pagani di Sfelab, la società che si è occupata di realizzare questo progetto – Ma la tecnologia deve essere solo un mezzo, non il fine. Per questo abbiamo utilizzato un vero tavolo da stampa su cui si può lavorare, non attraverso semplici touch screen, ma compiendo tutti i gesti come nel vero processo di stampa”.

Nella stessa occasione verrà anche presentata la collezione di 20 planches restaurate (tamponi in legno e ottone utilizzati per la stampa) grazie al contributo della Fondazione comasca e alla collaborazione con lo IED, da cui sono state ricavate copie che verranno poi utilizzate nei laboratori didattici.
“Queste aggiunte sono anche state l’occasione per migliorare il percorso di visita rinominando le sale e segnalandole con dei grossi bolli sul pavimento che raccontano diversamente il museo – spiega il direttore Paolo Aquilini – in modo che finalmente il visitatore, anche se lasciato solo, non perda il filo logico della visita”.
L’obiettivo di animare il museo, quindi, prosegue.“Mi piacerebbe poter dire a creativi, accademie di Belle Arti e a tutti coloro che si occupano di comunicazione “Telefonatemi. Se avete buone idee raccontatecele”, conclude Aquilini.
