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Prima di partire per le vacanze dovresti lasciare un bicchiere d’acqua nel lavandino: ti eviterà brutte sorprese al rientro

Capita spesso: si torna dalle vacanze con le valigie ancora in mano e la casa, rimasta chiusa per giorni, accoglie con un odore sgradevole di fogna. Il colpevole, nella maggior parte dei casi, non è la spazzatura dimenticata ma qualcosa di meno visibile: lo scarico del lavello di cucina. Un trucco diventato popolare grazie al sito francese Marmiton propone un modo semplice per verificarne le condizioni prima di partire, così da non trovarsi impreparati al ritorno.

Il meccanismo che genera i cattivi odori riguarda il sifone, quella tubatura a forma di U posizionata sotto ogni lavello. Il suo compito è trattenere una piccola quantità d’acqua che funge da barriera tra la cucina e i gas che circolano nelle condutture di scarico. Quando il lavello resta inutilizzato per un periodo prolungato, quest’acqua evapora lentamente, e una volta che il sifone si svuota quasi del tutto i gas maleodoranti risalgono liberamente nell’ambiente.

Il trucco del bicchiere prima di partire

C’è però un secondo scenario, più insidioso: un principio di ostruzione, causato da grasso, residui di cibo o fondi di caffè, che rallenta il deflusso. L’acqua non scorre più completamente e resta intrappolata nella curva del sifone, dove fermenta producendo gli stessi cattivi odori. Il test del bicchiere e della carta assorbente serve proprio a intercettare questo secondo problema prima che diventi una pulizia di ritorno vacanze più impegnativa del previsto.

Il trucco del bicchiere prima di partire-Comozero.it

Il procedimento suggerito è semplice e va eseguito il giorno prima della partenza. Si comincia con una pulizia dello scarico versando due o tre litri di aceto bianco riscaldato direttamente nel tubo, lasciandolo agire per tutta la notte; il mattino seguente si risciacqua con acqua molto calda e si passa mezzo limone sulla superficie del lavello e intorno al foro di scarico, utile a ridurre i depositi e lasciare un profumo fresco. Fatto questo, si passa alla parte diagnostica: un foglio di carta assorbente viene appoggiato sopra il foro di scarico e tenuto fermo con un bicchiere d’acqua capovolto sopra di esso. Il tutto va lasciato in posizione per alcune ore, idealmente fino al momento della partenza.

Se al controllo la carta è rimasta asciutta, lo scarico funziona correttamente. Se invece risulta umida o completamente bagnata, significa che l’acqua sta risalendo verso il sifone anziché defluire, segno che le tubature nascondono un principio di ostruzione. In questo caso conviene far scorrere acqua molto calda per qualche minuto e osservare se lo scarico si libera; se l’acqua continua a ristagnare o a gorgogliare, può essere necessario smontare il sifone per rimuovere i depositi, oppure rivolgersi a un idraulico prima di partire, evitando nel frattempo l’uso di prodotti chimici aggressivi che rischiano solo di corrodere le tubature senza risolvere il problema.

In Italia il problema non è meno diffuso, complice l’abitudine di lasciare acqua e residui di caffè nello scarico della cucina: gli idraulici segnalano che buona parte degli interventi urgenti richiesti al rientro dalle ferie riguarda proprio sifoni ostruiti o svuotati dopo settimane di inutilizzo. Un controllo del genere, che richiede pochi minuti e nessun attrezzo particolare, si inserisce bene tra i gesti last minute prima di chiudere la porta di casa, accanto allo svuotamento del frigorifero o al controllo delle finestre.

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